PASSO DEL VIVIONE
Commenti e foto degli ospiti/Foto Panoramio
- Partenza:
Boario Terme (221) - Arrivo:
P.so Vivione (1828) - Lunghezza:
36 Km - Pendenza Media:
4,4% - Pendenza Massima:
12% - Difficoltà:

Lasciate che lo dica: è il mio passo preferito, è la salita dove ho i miei ricordi più belli. Le 3 stelle non devono spaventare perché dovuti più alla lunghezza della salita che alle pendenze di per sé. Due note: lo abbiamo definito "Vivione bergamasco" perchè lo si percorre dal versante bergamasco (anche se Boario Terme e gran parte della bassa Val di Scalve è bresciana). Inoltre abbiamo deciso di dividere in due l'altimetria per maggior chiarezza.
Al bivio di Boario Terme si sale con una pendenza non difficile fino all'abitato di Gorzone. Dopo il semaforo e fino al bivio per Terzano c'è il primo tratto abbastanza duro che introduce un breve falsopiano e quindi una veloce discesa che porta il ciclista a un ponte sopra al torrente Dezzo e all'inizio del vero e proprio paese di Angolo Terme.
Qui comincia un'altro strappo con pendenze importanti che sale verso il cuore dell'abitato. Appena si passerà la strettoia, la strada si addolcisce e comincia quel lungo falsopiano che ci accompagnerà per tutta la Val di Scalve fino a Dezzo.
La Val di Scalve ora vi dà il benvenuto.
Troviamo subito una galleria, lunga, fredda, ma per fortuna illuminata.
Chi non se la sente di entrarci, può deviare verso la stradina esterna (la vecchia strada) aggirando la sbarra che la chiude. Attenzione perchè è in pessime condizioni soprattutto per una bici da corsa: è vero che è tutta asfaltata, però alcuni punti sono stretti e ci sono un paio di passaggi sopra dei cumuli di sassi e terra.
Usciti dalla galleria (o dalla deviazione) ci attende sulla sx una preziosa fontana.
Ora ci addentriamo nella caratteristica Via Mala: la strada penetra in una gola sempre più stretta tra la roccia a strapiombo e la valle del Dezzo. Si noterà a proprie spese pure una diminuzione notevole della temperatura. Comunque per otto chilometri la strada sale in un tranquillo falsopiano.
Dopo essere entrati nella provincia di Bergamo, raggiungeremo tre gallerie in sequenza (anche queste illuminate e stavolta molto più brevi). Quindi la val di Scalve si apre improvvisamente, la temperatura sale, e si entra nell'abitato di Dezzo.
Proseguendo dritti il falsopiano continua per qualche centinaio di metri, ma giunti al fianco della chiesa parrocchiale del paese e una curva a destra su un ponte, inizia la parte leggermente più impegnativa ma che non deve preoccupare. Ben preso si arriva al minuscolo - ma grazioso - abitato di Sant'Andrea. Subito dopo l'uscita dal paese le pendenze aumentano di colpo ed arriva il punto più impegnativo (con pendenze intorno all'8-9%) che non danno tregua fino all'abitato di Barzesto.
Qui la strada spiana completamente prima di gettarsi una breve discesa che attraversa anche la frazione di Ronco (anche qui sulla sx è presente un'appetibile fontana). Dopo una valletta si risale fino all'abitato di Schilpario dove si può scegliere se attraversare il centro del paese o aggirarlo scendendo per il bivio a destra.
Usciti dal paese, un falsopiano di 3 chilometri anticipa l'inizio della salita vera e propria. Questa arriva dopo aver pedalato 28 Km da Boario, e con un tratto superiore al 10% che si conclude quando la carreggiata si stringe decisamente ( larghezza che rimmarrà critica, soprattutto per le auto visto che ci sono molti tratti in cui il passaggio tra due veicoli è problematico o impossibile).
Per 3 chilometri la salita rimane "tranquilla" con i suoi stretti tornanti immersi nel bosco. Quindi diventa più impegnativa fino al raggiungimento delle "case rosse" di Cimalbosco dov'è presente un piccolo bar ristorante. Mancano solo quattro chilometri alla vetta, ma la salita è abbastanza facile, purchè non siate troppo stanchi per i chilometri percorsi.
Dopo alcuni tornanti, la strada costeggia la montagna ormai brulla di sterpaglie e sassi, e si ha una magnifica vista sul panorama sottostante. Attenzione: ci sono tratti veramente pericolosi (soprattutto se si affronta questo tratto in discesa), perché la strada stretta dà su profonde scarpate e le protezioni sono ridicole.
Cominceremo quindi ad aggirare la montagna verso destra e ad addentrarci pian piano tra le malghe del passo: sono gli ultimi sforzi. Dopo una leggera curva ecco di colpo l'altopiano dov'è presente un rifugio con ristorante: è il passo del Vivione.
Al bivio di Boario Terme si sale con una pendenza non difficile fino all'abitato di Gorzone. Dopo il semaforo e fino al bivio per Terzano c'è il primo tratto abbastanza duro che introduce un breve falsopiano e quindi una veloce discesa che porta il ciclista a un ponte sopra al torrente Dezzo e all'inizio del vero e proprio paese di Angolo Terme.
Qui comincia un'altro strappo con pendenze importanti che sale verso il cuore dell'abitato. Appena si passerà la strettoia, la strada si addolcisce e comincia quel lungo falsopiano che ci accompagnerà per tutta la Val di Scalve fino a Dezzo.
La Val di Scalve ora vi dà il benvenuto.
Troviamo subito una galleria, lunga, fredda, ma per fortuna illuminata.
Chi non se la sente di entrarci, può deviare verso la stradina esterna (la vecchia strada) aggirando la sbarra che la chiude. Attenzione perchè è in pessime condizioni soprattutto per una bici da corsa: è vero che è tutta asfaltata, però alcuni punti sono stretti e ci sono un paio di passaggi sopra dei cumuli di sassi e terra.
Usciti dalla galleria (o dalla deviazione) ci attende sulla sx una preziosa fontana.
Ora ci addentriamo nella caratteristica Via Mala: la strada penetra in una gola sempre più stretta tra la roccia a strapiombo e la valle del Dezzo. Si noterà a proprie spese pure una diminuzione notevole della temperatura. Comunque per otto chilometri la strada sale in un tranquillo falsopiano.
Dopo essere entrati nella provincia di Bergamo, raggiungeremo tre gallerie in sequenza (anche queste illuminate e stavolta molto più brevi). Quindi la val di Scalve si apre improvvisamente, la temperatura sale, e si entra nell'abitato di Dezzo.
Proseguendo dritti il falsopiano continua per qualche centinaio di metri, ma giunti al fianco della chiesa parrocchiale del paese e una curva a destra su un ponte, inizia la parte leggermente più impegnativa ma che non deve preoccupare. Ben preso si arriva al minuscolo - ma grazioso - abitato di Sant'Andrea. Subito dopo l'uscita dal paese le pendenze aumentano di colpo ed arriva il punto più impegnativo (con pendenze intorno all'8-9%) che non danno tregua fino all'abitato di Barzesto.
Qui la strada spiana completamente prima di gettarsi una breve discesa che attraversa anche la frazione di Ronco (anche qui sulla sx è presente un'appetibile fontana). Dopo una valletta si risale fino all'abitato di Schilpario dove si può scegliere se attraversare il centro del paese o aggirarlo scendendo per il bivio a destra.
Usciti dal paese, un falsopiano di 3 chilometri anticipa l'inizio della salita vera e propria. Questa arriva dopo aver pedalato 28 Km da Boario, e con un tratto superiore al 10% che si conclude quando la carreggiata si stringe decisamente ( larghezza che rimmarrà critica, soprattutto per le auto visto che ci sono molti tratti in cui il passaggio tra due veicoli è problematico o impossibile).
Per 3 chilometri la salita rimane "tranquilla" con i suoi stretti tornanti immersi nel bosco. Quindi diventa più impegnativa fino al raggiungimento delle "case rosse" di Cimalbosco dov'è presente un piccolo bar ristorante. Mancano solo quattro chilometri alla vetta, ma la salita è abbastanza facile, purchè non siate troppo stanchi per i chilometri percorsi.
Dopo alcuni tornanti, la strada costeggia la montagna ormai brulla di sterpaglie e sassi, e si ha una magnifica vista sul panorama sottostante. Attenzione: ci sono tratti veramente pericolosi (soprattutto se si affronta questo tratto in discesa), perché la strada stretta dà su profonde scarpate e le protezioni sono ridicole.
Cominceremo quindi ad aggirare la montagna verso destra e ad addentrarci pian piano tra le malghe del passo: sono gli ultimi sforzi. Dopo una leggera curva ecco di colpo l'altopiano dov'è presente un rifugio con ristorante: è il passo del Vivione.
Panoramica al passo del Vivione.
Fotografie di questa salita

Nella foto, Fabio fiero della conquista della vetta.

Il rifugio del Vivione sull'altopiano che vi aspetta giunti al passo.

Ecco la stradina che potete prendere per evitare le gallerie senza illuminazione in Val di Scalve.

L'ultimo tratto prima del passo.

Altro paesaggio in vetta al passo.

Laghetto al passo, di fronte al rifugio.

Piccola baita raggiungibile da una mulattiera, percorribile solo in mountain-bike.

Altro dettaglio del lago e del rifugio.

Il cartello che segnala il passo, recentemente spostato dinanzi al rifugio.

Altro dettaglio del rifugio.

Piccola baita visibile durante la salita.

Qui il tratto piu' impegnativo della salita. Dietro alle roulotte e auto c'e' il primo rifugio di colore rosso.








