PASSO DI SANTA CRISTINA
Commenti e foto degli ospiti/Foto Panoramio
- Partenza:
Bivio SS 39 (780) - Arrivo:
Valico di S. Cristina (1427) - Lunghezza:
6,8 Km - Pendenza Media:
9,5% - Pendenza Massima:
14% - Difficoltà:

Questa salita è stata resa celibre dal giro d'Italia del '94, quando Pantani staccò per la seconda volta Indurain dopo il Mortirolo. In quella tappa i ciclisti non salirono dalla Valtellina ma scesero per il passo dell'Aprica prima di imboccare il bivio che conduce a questo valico. Il piccolo bivio si trova in prossimità del settimo chilometro della statale dell'Aprica, sulla sx per chi sale, ed è segnalato da cartelli stradali molto piccoli, perciò attenzione.
Lasciata la torretta blu per il rilevamento dei tempi (rotta), la strada sale calma per circa un chilometro fino al bivio per la chiesa di S. Cristina. Da qui comincia il primo strappo impegnativo. Quindi le pendenze continueranno difficoltose per quasi tutta la salita, lasciando solo alcuni brevi tratti per rifiatare, uno dei quali a circa metà percorso in località Mezzomonte. Fortunatamente la strada è poco trafficata e quasi tutta all'ombra (per noi ciclisti un toccasana!).
La parte finale è durissima: oltre alla elevata pendenza, c'è pure una componente psicologica visto che affrontiamo due lunghi rettilinei, separati da un tornante, che sembrano non finire mai. Finalmente dopo una mezza curva ecco all'improvviso un piccolo cartello che segnala l'arrivo al valico, seguito dalla torretta blu del rilevamento dei tempi.
Quindi la strada spianerà e inizierà la discesa che porta al bivio dove la scelta è proseguire per Trivigno oppure scendere verso l'Aprica.
Lasciata la torretta blu per il rilevamento dei tempi (rotta), la strada sale calma per circa un chilometro fino al bivio per la chiesa di S. Cristina. Da qui comincia il primo strappo impegnativo. Quindi le pendenze continueranno difficoltose per quasi tutta la salita, lasciando solo alcuni brevi tratti per rifiatare, uno dei quali a circa metà percorso in località Mezzomonte. Fortunatamente la strada è poco trafficata e quasi tutta all'ombra (per noi ciclisti un toccasana!).
La parte finale è durissima: oltre alla elevata pendenza, c'è pure una componente psicologica visto che affrontiamo due lunghi rettilinei, separati da un tornante, che sembrano non finire mai. Finalmente dopo una mezza curva ecco all'improvviso un piccolo cartello che segnala l'arrivo al valico, seguito dalla torretta blu del rilevamento dei tempi.
Quindi la strada spianerà e inizierà la discesa che porta al bivio dove la scelta è proseguire per Trivigno oppure scendere verso l'Aprica.

















