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PASSO DI SAN MARCO

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altimetria passo di san marco visitatori
  • Partenza:
    Olmo al Brembo (566)
  • Arrivo:
    P.so San Marco (1991)
  • Lunghezza:
    19,3 Km
  • Pendenza Media:
    7,4%
  • Pendenza Massima:
    14%
  • Difficoltà:
    4 stelle
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Descrizione della salita inviata da Luca


Il mio primo pensiero, dopo aver raggiunto la vetta, è stato questo: 'sembra il Gavia!'. Ovviamente di Gavia ne esite uno solo, però vi posso assicurare che le 'strutture' delle due salite sono molto simili tra di loro.
L'inizio salita è convenzionalmente fissato ad Olmo al Brembo, ed è proprio da qui che ho azzerato il mio contachilometri; se però, come per il sottoscritto, per raggiungere il punto di partenza è necessario un trasferimento in automobile, allora è consigliata come base di partenza il paese di San Giovanni Bianco (due chilometri dopo San Pellegrino). Si avranno così a disposizione dodici chilometri circa di completa 'pianura' ideali per scaldare la gamba. Attenzione solo alle 4 gallerie che si incontreranno; in realtà non dovrebbero dare alcun problema in quanto tutte ben illuminate, ma due di esse sono abbastanza lunghe (2200 e 1600 metri circa...). Una volta raggiunto Olmo al Brembo la strada prosegue, per i primi cinque chilometri circa, in leggera salita (3% e 5% circa) costeggiando il torrente che scende proprio dal Monte Azzarini e senza dare difficoltà alcuna. La sede stradale si mantiene ampia, ben asfaltata e poco trafficata.
Prima di raggiungere Mezzoldo le pendenze aumentano al 7% per un chilometro circa, ma anche in questo caso non creano problemi, anche perché la salita rimane costante e senza strappi.
L'inizio salita vero e proprio è da considerarsi in corrispondenza di Mezzoldo (l'unico paese che si incontra durante l'ascesa): subito dopo aver superato il cartello d'ingresso al paese la strada comincia gradualmente a salire e, dopo una curva a sinistra, si prosegue per un kilometro all'8%. Una volta usciti dal paese la strada diventa praticamente un unico rettilineo (due sole curve spezzano leggerrmente il ritmo) per due chilometri circa, immergendosi nel bosco. La pendenza media è qui del 9-10%, ma non è molto veritiera: la salita infatti non è mai regolare, ma prosegue a strappi di 100-150 metri circa per poi 'spianare' per altri medesimi tratti. La sede stradale è molto ampia ma il manto è abbastanza sconnesso e con qualche buca. Il lungo tratto rettilineo si conclude con una curva a destra e, dopo aver attraversato di nuovo il torrente, ci si trova davanti ad un piccolo 'muro' da superare con l'aiuto anche di due tornanti: si arriva così alla prima delle due dighe artificiali, con relativa centrale elettrica annessa, che si possono ammirare durante l'ascesa. La strada spiana per un chilometro circa, si lascia per poco il bosco e questo è l'unico tratto dove è possibile recuperare un po' di fiato. Con una curva a sinistra si riprende a salire, al 9%, con una serie di tornanti che portano ad una frazione di Castello, dove se necessario si può sostare per rifornirsi d'acqua alla fontana sulla destra. Appena lasciata l'ultima abitazione la strada si incattivisce con rampe (credo anche fino al 14%) e tornanti che proseguono per un chilometro circa, e che riconducono nel bosco per un breve tratto. Da questo punto in poi (14-esimo chilometro) l'ascesa prosegue fino in vetta sempre regolare e senza grossi strappi, la pendenza media è molto vicina quindi a quella reale e, personalmente, è il tratto che più ho preferito. Il manto stradale (fino al rifugio Ca' San Marco) è stato appena rifatto e quindi è in ottime condizioni. Appena usciti dal bosco si incontreranno alcune case di villeggiatura (località Fraccia) e da qui in avanti si sale sempre regolare con pendenze tra l'8 e il 9 per cento circa, qualche ampia curva aiuta se necessario, e si prosegue attraverso ampi prati. In questo tratto si scorgono anche i piloni dell'alta tensione che scendono proprio dalla vetta, ma non perdete tempo a guardare in alto per cercare di capire dove sia lo scollinamento perché il passo è ancora nascosto. E' ben visibile, invece, il rifugio Ca' San Marco e la strada che porta ad esso. Una volta raggiunto il rifugio si avranno da affrontare gli ultimi due kilometri di salita: davanti a voi è ben visibile la strada da percorrere, e si capisce quindi subito che il prossimo chilometro torna a salire con pendenze importanti (10%), il manto stradale è più grezzo ma comunque in buone condizioni: se si è già stanchi questo tratto può fare male, ma bisogna tener presente che è l'ultima vera fatica della salita. In corrispondenza di un secco tornante e di una curva a destra, infatti, la pendenza spiana leggermente al 6-7% e finalmente si riesce a scorgere il passo: l'ultimo chilometro, insomma, non dovrebbe creare particolari problemi.
Una dei pochi lati negativi di questa salita è la mancanza del cartello in cima al passo per l'immancabile foto di rito e bisogna accontentarsi solo di quello della provincia di Bergamo, o del piccolo monumento agli alpini (credo?). In compenso però, nonostante in cima ci siano solo erba e sassi, è stato appena installato un gabbiotto con il ripetitore dei telefonini!! Con mio grande stupore, infatti, ho notato un signore appena arrivato in cima in macchina parlare tranquillamente col suo telefono?
Guardando verso valle è possibile osservare la seconda diga artificiale.
La discesa la si affronta senza problemi grazie anche al manto stradale appena rifatto e al pochissimo traffico, facendo comunque attenzione alla mancanza di protezioni nelle curve e alla presenza di alcune buche dalla centrale elettrica a Mezzoldo.
Il voto che questa salita si merita è sicuramente alto: come struttura e lunghezza mi ricorda molto il Gavia, anche se presenta tratti sicuramente più abbordabili... In definitiva è una salita assolutamente da non sottovalutare, lunga ma non lunghissima, con pendenze mai facili (ad eccezione, ovviamente, del primo tratto) e con pochissimi tratti 'per respirare'.
Come già detto nei commenti relativi al versante da Morbegno, è un vero peccato che il Passo San Marco non abbia il 'blasone' che invece altre salite (e a volte anche senza reali motivi) hanno, e lo stupore aumenta ancora di più dopo aver provato anche questo versante.
Per i più temerari ed allenati si può scendere dall'altra parte (Morbegno è visibile dalla cima) e affrontare l'altro versante, ugualmente bello ma totalmente diverso come tipologia di salita.
Se hai delle foto di questa salita e vuoi vederle su questo sito, inviale agli autori di questo sito.

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